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venerdì 30 ottobre 2009

Si avvia l'adesione

Finalmente sono arrivati i moduli di adesione a Sinistra Ecologia e Libertà.

Il cammino della costituente di SEL è iniziato.

I prossimi passi saranno l'assemblea provinciale il 7 novembre, l'asseblea regionale del 21 novembre, l'assemblea costituente del 18 e 19 dicembre.

Il percorso costituente deve avere come fine quello di fare di SEL un partito.

Il partito nascerà dopo le elezioni regionali e dopo il primo congresso fondativo di SEL.

Il cammino è iniziato e la meta lì davanti a noi.

mercoledì 14 ottobre 2009

FONDIAMO IL PARTITO

All'indomani del congresso dei Verdi, dopo l'ordine del giorno approvato dal PSI il 7 ottobre serve una svolta decisa.

Bisogna salvare il progetto di Sinistra Ecologia e Libertà.
Secondo me c'è una sola strada da seguire, quella di fare di SEL un partito.
Abbiamo perso troppo tempo.
Fondare in tempi strettissimi il nuovo partito vuol dire, secondo me, rispondere a un'esigenza che viene dalla base.
Il nuovo partito nella stragrande maggioranza dei territori è già una realtà.
Le porte sono aperte a Verdi e Socialisti.
Andiamo avanti!

mercoledì 7 ottobre 2009

Bocciato il lodo Alfano

Mi arriva un sms: "Bocciato il lodo Alfano".

Accendo immediatamente la radio, radiopopolare.

Il cronista conferma la notizia. Il lodo Alfano è INCOSTITUZIONALE.

Speriamo che ora Berlusconi si dimetta!!!

Via questo governo, questa maggioranza e si vada a nuove elezioni con una nuova legge elettorale!!!!

La notizia per me è certamente positiva, ma stiamo attenti, stiamo attenti ai colpi di coda di chi può essere disposto ad atti e fatti gravi per difendere questo governo.

Stiamo attenti!!!


mercoledì 23 settembre 2009

Si ricomincia

Settembre, dopo le vacanze estive, è il momento di ricominciare a lavorare.
Il congresso di Bagnoli è ormai passato e ci porta delle belle novità:
1) il simbolo di Sinistra e Libertà sarà presente alle prossime elezioni regionali;
2) Ci ritroveremo a dicembre per un'Assemblea programmatica;
3) all'indomani delle elezioni regionali si costituirà il nuovo partito della Sinistra;
4) Si è dato l'avvio all'adesione / tesseramento a Sinistra e Libertà;
5) Si è formato un coordinamento nazionale i cui membri non hanno tutti una storia politica, ma appartengo alla società civile, a quella società che noi vogliamo rappresentare.

Ora, in provincia di Varese, inizia un duro lavoro da portare avanti da oggi fino alla prossima estate.

Buon viaggio!!!!


giovedì 13 agosto 2009

Appunti per l'Assemblea del 12 settembre a Varese di Sinistra e Libertà

Cari compagni e care compagne,

oggi dobbiamo decidere come organizzare Sinistra e Libertà in provincia di Varese.

Per fare questo prima di tutto dobbiamo rispondere alla seguente domanda: che cosa si intende per Sinistra e Libertà?

Sinistra e Libertà deve essere, a mio parere, un soggetto politico nuovo, capace di rinnovare le esperienze che tutti, chi più chi meno, abbiamo fatto e costituiscono il nostro patrimonio genetico-politico che deve essere fonte di esperienza e ricchezza per il nostro progetto comune.

Sinistra e Libertà non deve essere semplicemente la sommatoria di cinque piccoli partiti/movimenti, ma deve essere capace di accogliere le diverse anime della parte progressista del paese e farne sintesi e proposta.

Oggi il nostro compito è quello di proseguire il percorso della Sinistra in e per Sinistra e Libertà.

Sotto l’aspetto organizzativo penso che si debba dare l’avvio ad un tesseramento anche con la possibilità, in una fase transitoria come questa, di una doppia tessera per chi si sente ancora legato al partito/movimento di provenienza.

In secondo luogo ci si deve dotare di un portavoce e di un coordinamento provinciale.

Portavoce e membri del coordinamento provinciale devono essere necessariamente persone che credono nel progetto di Sinistra e Libertà.

Il compito da ora in avanti è quello di dare un’anima a Sinistra e Libertà superando la logica delle appartenenze e delle provenienze.

Occorre anche scegliere le due persone, e i sostituti, che rappresenteranno la provincia di Varese nel coordinamento regionale la cui funzione deve essere di collegamento e tramite fra provincia e regione.

Occorre decidere la linea politica da tenere, come caratterizzare Sinistra e Libertà sul territorio della provincia e quali obiettivi porsi per le elezioni regionali.

Credo che un valido programma elettorale debba puntare sull’innalzamento degli stipendi e del potere d’acquisto delle famiglie, la costituzione di ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori a tempo indeterminato, determinato e precari, abbassare le tasse e le aliquote Irpef per i redditi più bassi con contestuale lotta all’evasione e all’elusione fiscale, programmare dei lavori per migliorare la mobilità dei lavoratori pendolari con nuove linee e nuovi treni, favorire la mobilità sociale, fare un piano di edilizia sociale.

Penso che Sinistra e Libertà debba fare le sue proposte forti per cambiare questa provincia, questa regione e l’Italia smettendo di inseguire le sparate di Lega e Pdl.

venerdì 7 agosto 2009

COSTRUIRE INSIEME SINISTRA E LIBERTA'

Ci siamo presentati alle elezioni europee consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato, ma anche determinati a costruire una sinistra rinnovata e aperta, capace di misurarsi con i problemi del mondo d’oggi.

Grazie allo straordinario impegno di quanti hanno creduto fin da subito in questo progetto abbiamo dimostrato che un’altra politica è possibile.

Sinistra e libertà è stata votata da circa un milione di elettori. Un dato significativo e non scontato se si considerano le condizioni in cui si è svolta la campagna elettorale, la scarsità di mezzi disponibili, l’oscuramento praticato dai mezzi di informazione nazionali.

Ora chiediamo un impegno altrettanto straordinario per dare continuità al progetto annunciato.

Lo chiediamo a quanti hanno sostenuto e votato Sinistra e libertà ed anche a coloro che sono rimasti in attesa di verificare le reali intenzioni dei promotori della lista.

Il progetto di Sinistra e libertà trova le sue ragioni più profonde nella crisi del Paese e nella necessità di costruire, in tempi brevi, una alternativa credibile alle destre e al berlusconismo.

Il prossimo 19 settembre è prevista la prima assemblea nazionale per avviare la fase costituente del nuovo soggetto politico. Il percorso e i contenuti per la realizzazione di tale obiettivo vanno definiti promuovendo la più ampia partecipazione possibile a partire dai territori.

Anche in provincia di Varese vogliamo fare la nostra parte.

A quanti intendono condividere con noi questa sfida proponiamo la lettura dei primi documenti preparatori (vedi allegati).

L’approssimarsi del periodo feriale non consente di convocare in modo adeguato un appuntamento pubblico provinciale.

Abbiamo pensato di tenere la prima assemblea provinciale il 12 settembre a Varese, vi terremo informati sul luogo dell’incontro.

Nel frattempo però possiamo tenerci in contatto con la posta elettronica e scambiarci liberamente opinioni e proposte.

Per organizzare al meglio il lavoro vi chiediamo in ogni caso di comunicarci la vostra scelta tra le opzioni seguenti:

- ADERISCO AL PROGETTO

- SONO INTERESSATO

- NON SONO INTERESSATO

Il comitato promotore varesino

giovedì 30 luglio 2009

Vi riporto di seguito un articolo apporso sul sito on-line del corriere della sera.
Mi sembra che nessun organo di stampa locale abbia riportato questa notizia.
Sarà un notizia di vita privata però io la prendo ad esempio per far vedere come si comporta la stampa locale.
Meditiamo gente, meditiamo
http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_29/Bonomi_i_manager_della_Sea_e_quella_missione_a_Dubai_sergio_rizzo_d454e55a-7c03-11de-bec1-00144f02aabc.shtml

Nel Paese arabo Il ragazzo si trovava in carcere per uno spinello

Bonomi, i manager della Sea
e quella missione a Dubai

Gli uomini della società inviati durante l’arresto del figlio del presidente

Da più di due anni ormai il padre pa­drone della Sea è Giuseppe Bonomi, uo­mo considerato fra i massimi esperti ae­roportuali italiani. Qualità certamente necessaria per sa­lire al vertice di un’azienda tanto impor­tante, ma in questo caso non sufficien­te. Già presidente una decina d’anni fa della società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, poi consigliere Anas e per un breve periodo anche pre­sidente dell’Alitalia, è di fede leghista e amicissimo di Umberto Bossi. Ed ha ac­canto a sé due fedelissimi: Cosimo Giu­lio De Metrio e Fabio Mangini. Tanto fe­deli da essere incaricati a metà novem­bre 2008 di compiere una missione deli­catissima negli Emirati arabi uniti. Mo­tivazione ufficiale, quella di perfeziona­re un importante accordo commerciale con la compagnia aerea di bandiera Emirates, intenzionata a moltiplicare i voli con destinazione Malpensa. Un ac­cordo presentato da Bonomi ufficial­mente alla stampa il 6 dello stesso me­se, una decina di giorni prima di quella missione singolare.

Sarà per pura coincidenza ma in quel periodo soggiornava a Dubai anche il fi­glio di Bonomi, Filippo, protagonista di una brutta avventura: la polizia loca­le lo aveva fermato mentre il volo che doveva portarlo in Australia faceva sca­lo tecnico. La ragione dell’arresto è la stessa che ha fatto passare a molti gio­vani cittadini occidentali esperienze si­mili: detenzione di una modica quanti­tà di stupefacenti. Il giovane Bonomi aveva uno spinello. Un peccato veniale, altrove. Ma un fatto del genere lì può causare problemi seri al malcapitato.

Tuttavia il giovane Bonomi se la sa­rebbe vista ancora più brutta se gli Emi­rati non avessero ammorbidito per pu­ro caso giusto qualche settimana prima le leggi in materia. E per sua fortuna la disavventura si è risolta con la scarcera­zione dopo un mese e mezzo. Avvenuta poco dopo la coincidenza della missio­ne commerciale dei collaboratori di suo padre. Coincidenza che non può non saltare agli occhi. Anche perché con De Metrio, certamente la persona più competente per trattare intese di quel genere, si è recato a Dubai anche Mangini, che di mestiere fa il superviso­re degli acquisiti e degli approvvigiona­menti, settore che con un accordo com­merciale internazionale c’entra come i cavoli a merenda.

L’intesa con Emirates, che si concre­tizzava proprio mentre era in svolgi­mento quell’antipatico fuori program­ma, è stata una delle varie iniziative per rilanciare Malpensa dopo il disimpe­gno dell’Alitalia, che aveva creato non pochi problemi alla Sea. Azienda che già proveniva da un pas­sato piuttosto travagliato, durante il quale il comune di Milano aveva pro­sciugato praticamente tutta la liquidità (almeno 200 milioni) che si era accu­mulata negli anni con gli utili. E che Bo­nomi ha deciso di sottoporre a una cu­ra radicale. Cominciando dal rafforza­mento delle posizioni di vertice.

Per esempio quella dello stesso De Metrio, protagonista della trasferta in terra araba, cui è stata affidata la super­visione di numerose direzioni oltre al ruolo di vice di Bonomi. Un compito an­cora più delicato di quello che ricopri­va in precedenza nonostante la sua con­temporanea posizione di amministrato­re e socio di una società di consulenza nel settore trasporti, la T. Consulting, che aveva fondato nel 2005 e della qua­le è socio anche l’ex direttore generale dell’Alitalia Giovanni Sebastiani. Un conflitto d’interessi sanato suc­cessivamente a una rivelazione di Pano­rama, nel marzo del 2009, con la cessio­ne delle quote avvenuta il 17 aprile. Det­taglio curioso: quella società di consu­lenza conta fra i suoi clienti la Ata del gruppo Acqua Marcia di Francesco Bel­lavista Caltagirone, azienda che gesti­sce l’aeroporto privato di Linate, a cui la Sea (prima che De Metrio si sgancias­se) ha rinnovato la concessione, in sca­denza nel 2022 (fra 13 anni!) fino al 2041.

Mangini ha invece la supervisione degli acquisti. Tutto ciò che riguarda forniture e appalti passa per le sue ma­ni. E non sono bruscolini. Ex braccio de­stro di Bonomi quando questi era consi­gliere Anas, non rimpiange di certo quel periodo, che gli costò un patteggia­mento per turbativa d’asta. Prima di ar­rivare alla società aeroportuale Mangi­ni, anch’egli varesino come Bonomi, era consigliere di Raffaele Cattaneo, as­sessore regionale alle infrastrutture e attualmente consigliere della Sea: la sua figura è quindi ritenuta di impor­tante snodo politico per gli equilibri in­terni. E qui si apre un capitolo centrale. Indipendentemente da chi siano i suoi proprietari, la società orbita chiara­mente nella sfera d’influenza della Lega Nord sulla scia dell’equazione: Malpen­sa uguale Varese. Vale a dire, il quartier generale del partito di Bossi. Controllo che il Carroccio esercita attraverso Bo­nomi ma di comune accordo con la par­te politica che fa riferimento al presi­dente della Regione Lombardia Rober­to Formigoni, ex leader di Comunione e Liberazione, rappresentata appunto dall’assessore (varesino) Cattaneo.

E gli azionisti? Non si può certamen­te dire che il Comune di Milano, con l’85% del capitale, abbia il boccino in mano. Figuriamoci poi la Provincia, che è il secondo azionista con «appe­na » il 14,5% delle azioni: non ha mai avuto un consigliere, né voce in capito­lo. Magari anche per questo Guido Po­destà si appresta a infrangere un tabù. Appena insediato, il nuovo presidente della Provincia di Milano dice infatti che la richiesta di una presenza nel con­siglio di amministrazione della Sea «è all’ordine del giorno». Ma difficilmente il potere del capo supremo verrà messo in discussione.

Dopo il ritorno alla Sea Bonomi ha ri­coperto il doppio incarico di presiden­te e amministratore fino a quando la Corte dei conti non ha sollevato ecce­zioni sul suo compenso. Allora si è di­messo dalla carica di amministratore, prontamente abolita, e il consiglio (in sua assenza) lo ha nominato direttore generale, con il risultato di incrementa­re anche il suo possibile stipendio da 560 mila a 650 mila euro. Non senza po­lemiche.

Durante l’assemblea che ha certifica­to un utile 2008 (anche a causa della vi­cenda Alitalia) praticamente azzerato, passato da 34 a 1,8 milioni, un piccolo azionista (Salvatore Donato) ha chiesto conto di quel fatto, sentendosi rispon­dere che «si tratta di una soluzione or­ganizzative che risulta adottata da altri grandi aeroporti, come Aéroports de Pa­ris, e, nell’ordinamento italiano, da al­tre grandi grandi società per azioni con capitale pubblico». E Bonomi ha citato il caso dell’Anas, dove «il presidente (Pietro Ciucci, ndr ) è diventato diretto­re generale». E la faccenda si è chiusa lì.

Sergio Rizzo
29 luglio 2009

mercoledì 29 luglio 2009

Maggioranza allo sbando

Ma come si fa a votare queste persone? Come si fa a dare credito ad ogni cosa che dicono?
Io penso che chi è al governo oggi fa delle grandi sparate.
E noi crediamo a tutto quello che dicono.
Non si sono accorti della crisi e le conseguenze sono state tragiche e saranno ancora più tragiche fra qualche mese se non si faranno degli interventi strutturali.
Parlano di dialetto nelle scuole, e io che pensavo che dovessimo parlare ed imparare l'Italiano!!!!
Dicono di voler fare il ponte sullo stretto di Messina mentre molto probabilmente i soldi finiranno nelle tasche della criminalità organizzata.
Ma ci rendiamo conto in che mani è il paese!!!!
Povera Italia!!!!

mercoledì 22 luglio 2009

Informazione dove sei?

Negli ultimi giorni il sito on line de La Repubblica e de L'Espresso hanno pubblicato le registrazioni avvenute fra la D'Addario e Silvio Berlusconi.
Io ho visto il Tg1 e il Tg2 e nei due telegiornali non si faceva menzione di una tale notizia.
Io penso che i fatti privati del premier debbano rientrare nella sua esclusiva sfera fino a quando questi non rispondano ad un interesse pubblico e non interferiscano con le funzioni del primo ministro.
Credo che in Italia ci sia un grave problema per quanto riguarda l'informazione e i suoi organi più seguiti.
Solo chi naviga in rete può ormai avere tutte quelle informazioni che alcuni giornalisti decidono di non farci conoscere.